Le parole di Federico García Lorca trovano posto nel cielo di piazza della Libertà. Sulle sommità di forme sottili e sinuose, la poesia Capriccio immagina la luna come un ragno e le stelle impigliate nella sua rete. Luca Pannoli costruisce intorno a questi versi una presenza che richiama onde, alberi e nuvole, lasciando alla luce il compito di cambiarne lentamente il colore. Per leggere occorre alzare gli occhi. Il gesto unisce le parole alla volta celeste e trasforma la sosta nella piazza in un momento di contemplazione, aperto al mare e alla notte.
Caratteristiche tecniche
L’opera misura circa 4 metri di larghezza e profondità e 7 di altezza. Tubolari curvi in alluminio sostengono le lettere della poesia, anch’esse in alluminio e illuminate da tubi LED. Quattro proiettori a colori variabili, collocati nel basamento, illuminano la struttura con passaggi cromatici graduali. Le forme restano visibili anche di giorno.

















