Due incontri speciali accompagneranno la chiusura (martedì 2 giugno) della mostra diffusa “Infiniti Mondi. Viaggio nella poetica di Fabrizio De André”, che dallo scorso 21 marzo, a Salerno, ha visto oltre centosessanta opere in esposizione, tra Palazzo Fruscione e in un percorso diffuso tra location suggestive del centro antico, raccontare l’attualità poetica delle tematiche che il cantautore genovese ha regalato al secolo breve.
Francesco Casetti, Sterling Professor of Humanities and Film and Media Studies della Yale University e Michel Henri Devoret, Professore Emerito di fisica applicata presso Yale University, Premio Nobel per la fisica nel 2025, tramite un dialogo raro e originale legheranno due campi solo apparentemente lontano: il cinema, arte della visione e dell’immaginazione, e la fisica, scienza della luce del tempo e della materia.
Nella cornice di Palazzo Fruscione, nell’ambito della decima edizione dei Racconti del Contemporaneo, “Navighiamo su fragili vascelli” realizzati come ricca e articolata appendice della mostra “Infiniti mondi. Viaggio nella poetica di Fabrizio De André”, ragioneranno - lunedì 1 giugno alle ore 19.00 - intorno ai mondi possibili che si aprono quando immaginazione e conoscenza si rispecchiano l’una nell’altra. Se il cinema nasce dai principi ottici, meccanici e percettivi, è anche vero che, nel corso del tempo, ha saputo trasformare la fisica in racconto, rendendo visibili concetti complessi come lo spazio-tempo, la gravità, la relatività e i paradossi del reale. Il cinema riesce a mostrare in immagini, suoni e parole la molteplicità delle traiettorie delle particelle, i buchi neri, la granularità della materia mostrando quanto è persino difficile immaginare. Emerge, così, un attraversamento inedito tra sapere scientifico e cultura umanistica, tra ciò che vediamo sullo schermo e ciò che la scienza ci aiuta a pensare. L’incontro sarà introdotto dal presidente dell’Associazione Tempi Moderni, l’avvocato Marco Russo mentre i saluti saranno affidati al Magnifico Rettore dell’Università di Salerno, Virgilio D’Antonio.
Casetti è Sterling Professor of Humanities and Film and Media Studies della Yale University. È stato Visiting Professor presso l'Università Paris 3 - Sorbonne Nouvelle, l'Università dell'Iowa e l'Università di Harvard. Ha inoltre ottenuto borse di ricerca (Fellowships) presso l'Università di Otago (Nuova Zelanda), la Bauhaus University di Weimar e la Freie Universität di Berlino. Gli è stata conferita la prestigiosa cattedra "Chair of Italian Culture" riservata a studiosi illustri presso l'Università di Berkeley. È autore di sei libri, tradotti (tra le altre lingue) in francese, spagnolo, ceco e coreano; è inoltre coautore di due libri, curatore di oltre dieci libri e numeri speciali di riviste e autore di oltre sessanta saggi. I suoi primi studi hanno riguardato la semiotica del testo cinematografico e audiovisivo, concentrandosi in particolare sulle dinamiche di coinvolgimento dello spettatore (“Dentro lo sguardo. Il film e il suo spettatore”, edito in inglese da Indiana University Press nel 1998, or. 1986) e sulla negoziazione comunicativa (Communicative Negotiations in Cinema and Television, Milano, 2002). Successivamente, Casetti ha indirizzato la sua ricerca verso una critica storica dei media. Nel saggio “L'occhio del Novecento. Cinema, esperienza, modernità” ha analizzato il modo in cui il cinema ha accolto e ridefinito le ansie, i traumi e i bisogni psicologici e sociali della prima metà del XX secolo. Il suo libro successivo, “La Galassia Lumière. Sette parole chiave per il cinema che viene”, propone un'ampia ricognizione sul destino del cinema nell'era digitale, ridefinendolo attraverso la sua rilocazione in nuovi spazi e su nuovi dispositivi, al di là della tradizionale sala cinematografica. Il suo volume più recente, “Screening Fears. On Media, Threat, and Defense” (Zone Books, 2023), traccia una genealogia degli schermi intesi come zone di protezione e di esposizione dal Settecento (con le fantasmagorie) fino ai moderni media digitali. Casetti ha inoltre scritto ampiamente (e continua a farlo) sulla storia delle teorie del cinema. Tra queste pubblicazioni spiccano Teorie del cinema. 1945-1990 (Texas University Press 1999, or. 1993) e l'antologia Early Film Theories in Italy. 1896-1922 (Amsterdam University Press, 2017). Attualmente sta portando avanti un progetto di ricerca sulle paure suscitate dal cinema nei suoi primi decenni di vita (le cosiddette posizioni cinefobe), esaminando le argomentazioni sollevate da discorsi medici, religiosi, sociali e politici contro i pericoli morali e fisici della sala cinematografica. È inoltre co-direttore di un progetto di ricerca internazionale sulla disinformazione e sulle dinamiche delle "camere dell'eco" (echo-chambers), con un focus specifico sulle radici storiche di questi fenomeni.
Devoret, insieme a John Clarke e John M. Martinis, ha condotto una serie di storici esperimenti a metà degli anni '80 (tra il 1984 e il 1985). Costruendo un circuito elettronico composto da elementi superconduttori, il team di ricerca ha dimostrato per la prima volta che le leggi bizzarre della meccanica quantistica, a lungo confinate esclusivamente al mondo microscopico delle particelle elementari e degli atomi, potevano manifestarsi anche su scala "macroscopica", ovvero in circuiti elettrici abbastanza grandi da poter essere tenuti in mano. Controllando e misurando i fenomeni che si generavano facendo passare una corrente nel circuito, i tre scienziati hanno provato sia l'esistenza dell'effetto tunnel macroscopico, sia il fatto che l'energia all'interno di questi circuiti è quantizzata (cioè che il sistema assorbe o emette solo quantità ben definite e discrete di energia). Questa pionieristica transizione dal microscopico al macroscopico ha gettato le fondamenta della quantronica (la fisica dei circuiti quantistici), aprendo la strada all'ingegneria dei qubit moderni e ai processori per i computer quantistici di oggi.
L’evento sarà preceduto, domenica 31 maggio alle ore 19.00 a Palazzo Fruscione, dall’incontro con il fotografo Guido Harari, tra i protagonisti della mostra. L’incontro sarà diviso in due momenti. Si inizia con la proiezione di “Sguardi randagi” del regista Daniele Cini, il documentario che racconta la vita e l'arte di Harari, uno dei più grandi fotografi italiani contemporanei. A seguire Giovanni Fiorentino, tra i principali studiosi di fotografia in Italia, nonché Presidente della Società Italiana per lo studio della Fotografia, sarà in dialogo con il fotografo e il regista in una serata che ci porterà per mano dentro la storia di alcune delle più iconiche immagini dei protagonisti della scena musicale contemporanea, da Lou Reed a David Bowie, da Frank Zappa o Kate Bush fino agli scatti dedicati al protagonista della mostra di Tempi Moderni, Fabrizio de André. L’incontro sdarà introdotto dalla giornalista Valeria Saggese.
La mostra Infiniti Mondi. Viaggio nella poetica di Fabrizio De André, è organizzata e curata dall’Associazione Tempi Moderni in collaborazione con il Comune di Salerno, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, l’Archivio di Stato di Salerno, la Fondazione Ebris, la Fondazione della Scuola Medica Salernitana, il Teatro “Giuseppe Verdi” di Salerno, la Corte d’Appello e la Procura Generale di Salerno, l’Università degli Studi di Salerno. È promossa e sostenuta da Regione Campania, Comune di Salerno con il Teatro “Giuseppe Verdi” e la Camera di Commercio I.A.A di Salerno. La rassegna Navighiamo su fragili vascelli è ideata e organizzata dall’Associazione Tempi Moderni, promossa e sostenuta da Regione Campania, Comune di Salerno con il Teatro “Giuseppe Verdi” e la Camera di Commercio I.A.A di Salerno. Con il patrocinio di Regione Campania, Provincia di Salerno, Comune di Salerno, Camera di Commercio I.A.A di Salerno, Confindustria Salerno, Università degli Studi di Salerno, Fondazione Carisal, Ordine dei Giornalisti della Campania e, per la sezione Suoni della Rassegna, Assomusica. Con il contributo di: Allianz di Parrilli e Sanfilippo, Banca Campania Centro, Centrale del Latte Spa, Con-tra Spa, De Luca srl, Fondazione Carisal, Fondazione Ebris, Fondazione Saccone, Fondazione Tosi, Metoda Finance srl, Project Finance 4.0, Ritonnaro Spa, Sada Spa. Sponsor tecnici: Boccia Industria Grafica spa, De Cesare Viaggi, Del Basso parquet, Guardian Srl, Marsia, Studio Pedone e Tomeo Architet’s Lab, Santoro Grafica srl. In collaborazione con: Agesci Gruppo Scout Salerno 10, Associazione culturale Lab 147, Cerzosimo studio e visual, Festival De André di Brescia, Festival libro aperto, Fondazione Saccone, Foto Diego, Feltrinelli Librerie, Ordine dei Giornalisti della Campania, Sony Music, Teatro “Giuseppe Verdi” Salerno, Università degli Studi di Salerno. Media partner: Campania Life, RCS, Zona RCS, Salerno News24.